CACCIATORI DI TESTE
Le attività di Head Hunting (“ cacciatori di
teste ”) , Ricerca e Selezione sono incentrate sulla
gestione del processo di selezione e inserimento di nuove
risorse condotte con una stretta partnership fra azienda e
selezionatore, che parte dall’analisi del contesto aziendale
e termina con l’individuazione del profilo giusto per
l’azienda, la “testa” appunto. Viene quindi
condotto un servizio integrato che comprende la definizione
del profilo della posizione e del candidato, la scelta delle
fonti di ricerca, le interviste ai candidati e l'accompagnamento
fino all'inserimento in azienda. I progetti di ricerca e selezione
sono realizzati attraverso l'attivazione di canali di ricerca
diversificati a seconda del profilo da ricercare. In particolare
possono essere effettuati: mappatura del territorio, head
hunting, pubblicazione delle offerte di lavoro su stampa,
su siti di e-recruitment e ricerca da database
Ma quali sono le fasi che i cacciatori seguono nel processo
di individuazione e selezione del candidato?
- definizione del profilo ricercato dall’azienda
- screening telefonico dei candidati
- colloqui ai candidati (con eventuale accertamento linguistico)
- redazione di un verbale con i candidati idonei
- colloquio finale
- stesura del piano di inserimento
Gli strumenti di selezione che vengono utilizzati dai “cacciatori
di teste” sono colloqui individuali, test psico-attitudinali
( somministrati da psicologi iscritti all’albo)e la
metodologia dell'assessment center per selezioni su grandi
numeri.
Dietro la maggior parte delle difficoltà di un'impresa
c’è un minimo comune denominatore: una persona
inadatta o una persona mancante.
Il fatto di rendere la ricerca e selezione del personale
un’attività ordinaria in azienda, non solo causerà
buoni risultati motivando e migliorando le persone che già
sono presenti all'interno della struttura ma addirittura rafforzerà
l’entusiasmo dell’imprenditore in quanto arriveranno
nuove persone che causeranno un effettivo rinfresco culturale.
È altamente consigliato non auto-limitarsi selezionando
semplicemente dipendenti o collaboratori ma piuttosto a ricercare
veri e propri “talenti”: persone dotate di passione,
potenzialità ed attitudini positive.
Individui che posseggono ottime qualità personali
e professionali e che ancora devono essere valorizzati!
I Cacciatori di teste operano laddove si
cercano professionisti altamente qualificati da piazzare alla
guida dei settori strategici delle aziende.
Mercenari dell'assunzione di alto
profilo con ammalianti spot pubblicitari. Bisogna entrare
in queste nuove Internet company, vederne i siti per cedere
alla tentazione di una agognata riuscita professionale. C'e'
qualcosa di mitologico per chi è alle prese con la
ricerca di un lavoro o è insoddisfatto del proprio,
dato che le loro prede sono quei manager in carriera e in
aria di promozione di cui imprese e multinazionali vanno ghiotte.
Spesso internet si rivela il mezzo ideale di cattura. Iscrivendosi
ai siti dei cacciatori di teste, le società ottengono
un servizio di consulenza basato sulla ricerca diretta - uno
dei criteri tradizionali di "head hunting" - mentre
i potenziali candidati dispongono di una vetrina privilegiata
e di servizi personalizzati per accelerare il loro sviluppo
di carriera. Ma attenzione non si tratta di semplici banche
dati di curricula online, ma di vere intermediazioni ad hoc,
che applicando tecnologie sofisticate e innovative consentono
costi e tempi di reclutamento ad un alto livello qualitativo.
Nell'immaginario collettivo quando si parla di cacciatori
di teste si pensa a qualche talent scout che ricerca "geni
particolari", esclusivamente sulla base del suo "fiuto".
Le società di selezione affiancano a ciò una
consolidata esperienza sul campo ed una metodologia scientifica
e in continua evoluzione nella ricerca e selezione dei migliori
talenti presenti sul mercato del lavoro.
Quando si presenta la necessità di effettuare una ricerca
di personale su profili definiti "delicati" i nostri
professionisti sono pronti ad intervenire con azioni mirate
e dirette.
Sfruttando al meglio i particolari canali di reclutamento
basati principalmente sulle relazioni interpersonali siamo
in grado di entrare in contatto anche con candidati segnalati
dal committente, garantendo a Ricerca, recruiting e selezione
di personale rappresentano un processo continuo: un iter strutturato,
volto a individuare risorse dotate di alto potenziale che,
avvalendosi di capacità professionali gradualmente
acquisite, possono contribuire efficacemente all’accrescimento
del business aziendale.
I cacciatori di teste: uno staff di reclutatori, esperti nella
selezione, nella formazione e nella gestione delle risorse
umane, così come nella ricerca di figure commerciali
già l tempo stesso la massima riservatezza.
esperte (head hunting). Una task force che sa gestire l’inserimento
efficace di nuovi elementi in ogni fase: dalla ricerca alla
selezione, dalla valutazione alla formazione d’aula
e al tutoraggio, monitorando il periodo iniziale di attività
professionale e, se necessario, operando una specifica attività
di affiancamento commerciale.
L’executive search, ha come obiettivo “la persona
giusta al posto giusto”, deve trovare il candidato che
risponda il più possibile alle caratteristiche definite
dall’azienda committente, in termini di capacità,
cultura, valori ed esperienze pregresse. Questo è vero,
ma non basta. L’organizzazione è cambiata e,
con essa, anche le necessità e le opportunità
cui l’impresa può attingere. il candidato giusto
può essere già in azienda. In altri casi, il
gruppo dirigente deve semplicemente essere più in linea
con gli obiettivi dell’impresa e ritrovare nuova coesione.
In altri casi ancora, è effettivamente utile rivolgersi
al mercato esterno, ma non necessariamente con assunzioni
a tempo indeterminato.
Il cacciatore di teste è un consulente specializzato
nella caccia di talenti, indipendentemente dalle soluzioni
adottate. Non è un lavoro che si può subappaltare
a qualche “giovane di bottega” ma per farlo, suggeriscono
gli autori, occorre esperienza e, forse, qualche capello grigio.
Certo richiede forte personalizzazione
Trovare i candidati giusti per una ricerca in corso e farsi
un'idea precisa del valore di una persona attraverso un colloquio
telefonico .È questa la "mission impossibile"
quotidiana delle ricercatrici,. L'attività delle ricercatrici
precede e prepara il lavoro dei "cacciatori di teste",
che entrano in azione una volta identificato un gruppo ristretto
di candidati che si avvicinano al profilo
ideale disegnato insieme con l'azienda cliente. La ricerca
avviene nella maggior parte dei casi in modo diretto, cercando
cioè sul mercato le figure professionali più
interessanti per l'azienda cliente. Solo in pochi casi, invece,
la selezione avviene sulla base di un curriculum vitae che
i candidati hanno già inviato spontaneamente o in risposta
ad un annuncio. Il lavoro delle ricercatrici è delicato
e discreto. Comincia con una analisi del profilo richiesto
dal cliente. Si attinge, quindi, da un ricco database che
viene integrato, se necessario, con una ricerca mirata attraverso
Internet, conoscenze dirette o segnalazioni. Scatta, quindi,
la telefonata diretta al potenziale candidato. l'analisi condotta
dalle ricercatrici cerca di individuare caratteristiche professionali
e umane dei potenziali candidati da invitare ad un colloquio
con il cacciatore di teste.
Head Hunting
Quando essere cacciati in azienda può
essere una fortuna
Li chiamano "cacciatori di teste". Un nome che può
metter paura, ma che in realtà sta a indicare quei
consulenti di selezione che utilizzano una metodologia, quella
dell'head hunting appunto, diffusasi in ambito anglosassone
a partire dai primi anni Settanta.
Inizialmente tale metodo di selezione
aveva come caratteristica principale quella di essere orientata
solo a delle figure di altissimo profilo, essenzialmente legate
all'area executive delle società. In sostanza, la peculiarità
dell'head hunting stava nella specificità dei professionisti
di cui si andava alla ricerca all'interno di un certo contesto
aziendale. Specificità di competenze, di capacità
gestionali, di attitudini manageriali. Per circa vent'anni
i cacciatori di teste si sono infatti concentrati sull'alta
dirigenza, alimentando tutta una mitologia sul vicendevole
"accaparramento" di megadirigenti da un'azienda
all'altra.
Lo spostamento verso il basso dell'head hunting ha avuto inizio
negli anni Novanta, quando si è cominciato a fare ricerca
anche su figure intermedie, dai primi livelli, ai quadri,
alla prima dirigenza. Un ridimensionamento che però
non ha intaccato l'efficacia indiscussa della metodologia:
la caccia funziona quindi particolarmente bene anche su tutte
le figure del middle management.
Come funziona l'head hunting
Obiettivo primario dell'head hunting, come si è detto,
è individuare delle funzioni precise all'interno di
una struttura. Per questo, il primo passo da compiere insieme
a chi ha commissionato la ricerca è quello di stilare
la cosiddetta target list, dove verranno indicate le aziende
concorrenti o affini che hanno al loro interno la figura che
si sta ricercando. Si tratta pertanto di una vera e propria
ricerca di mercato, in cui si cerca di fare un quadro dei
papabili, che possono operare o presso dei competitor diretti
oppure presso realtà che hanno logiche compatibili
o che possiedono specifiche competenze considerate a valore
aggiunto dall'azienda cliente.
A questo punto si appronta la strategia di caccia che porterà
il consulente di selezione ad individuare direttamente i potenziali
candidati: si pensa pertanto ai vari escamotage di contatto
e ci si cala nella situazione in modo da godere della più
ampia credibilità presso i futuri interlocutori. Come
è facile intendere, si tratta di una metodologia estremamente
delicata, che richiede la massima creatività e inventiva,
mantenendo sullo sfondo uno spirito professionale ineccepibile
e attentissimo alla privacy del soggetto interessato. Quando
infine la persona entra in contatto con il professionista
ricercato si comincia a giocare a carte scoperte, dando informazioni
sull'opportunità professionale che si sta offrendo
e accordandosi sugli step successivi di selezione.
Il Net Head Hunting
Un ulteriore sviluppo che ha avuto questa metodologia nei
tempi recenti è stato l'utilizzo del Web per reperire
le figure in caccia. Tale innovazione, però, è
di fatto poco praticata in Italia, perché servono strumenti
e particolari competenze informatiche per poterla attuare.
In effetti, sono necessarie delle conoscenze e delle infrastrutture
che non sono sempre diffuse in ambito HR.
Il ricorso a Internet per cacciare è perciò
ancora privilegio di pochi, che per curiosità o interesse
personale hanno sviluppato degli skill ad hoc che li supportano
nell'applicazione di tale metodologia avanzata. D'altro canto,
a fronte di un mercato del lavoro che ha mostrato interesse
e una buona sensibilità a questa nuova metodologia
di ricerca, esiste soltanto qualche società che è
stata in grado di effettuare un matching positivo fra gli
strumenti di caccia sulla Rete e le abilità del selezionatore.
Trattandosi di una metodologia del tutto destrutturata (date
le infinite possibilità e combinazioni intrinseche
nell'utilizzo del Web stesso) e mancando fra l'altro una letteratura
specifica in merito, spesso e volentieri anche all'interno
di quelle aziende che potrebbero risultare idonee nell'applicazione
del net haed hunting, questo è lasciato alla curiosità
e alla intraprendenza teorico/pratica dei singoli professionisti
che vi operano.
Secondo gli esperti, comunque, il net head hunting è
destinato ad esplodere negli anni a venire, data la sua efficacia
nel reperimento di candidature valide e profilate e grazie
alla sua natura web-based che consente di velocizzare estremamente
il processo di ricerca.
Dopo aver scalato tutte le posizioni aziendali, ormai nella
stanza dei bottoni, molti manager decidono di dare una svolta
alla loro carriera: voglia di nuove sfide, di nuovi traguardi,
o semplicemente di “cambiare aria”. A volte, invece,
a far scattare la molla sono le riorganizzazioni aziendali.
Spesso, insoddisfatti del nuovo ruolo, si sceglie di andare
via e rimettersi in gioco. Cosa fare, allora, se si è
over 40 e si cerca lavoro? Anche se è passato qualche
anno dal primo colloquio e negli incubi cominciano a farsi
strada le vecchie bacheche, si può stare tranquilli!
Oggi ci sono gli head hunter.
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